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CURRICULUM
VITAE |
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Il curriculum vitae Stendere il curriculum
vitae è il primo passo nella ricerca del lavoro. (esempio di curriculum vitae ) PERCORSO FORMATIVO LINGUE STRANIERE CONOSCENZE INFORMATICHE DATI PROFESSIONALI ATTIVITA' NEL TEMPO LIBERO.................................... |
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INOLTRE RICORDA CHE: Se vuoi candidarti in risposta ad un annuncio è utile costruire un curriculum più mirato e con informazioni attinenti al lavoro per cui ti stai proponendo. In questo caso devi allegare una lettera di accompagnamento nella quale ti presenterai in modo sintetico e chiaro. Se vuoi spedire il tuo curriculum a varie aziende per promuovere la tua professionalità in un determinato settore, devi allegare una lettera di autocandidatura. |
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Rispetto all'annuncio, la lettera è uno strumento più colloquiale di promozione della propria professionalità; questa deve comunque mantenere una struttura formale e contemporaneamente essere adattata al tipo di destinatario a cui è rivolta. E' importante, quindi, informarsi accuratamente sull'interlocutore e ritagliare la propria presentazione sulla base delle sue caratteristiche, richiedendo cortesemente un colloquio per argomentare di persona ciò che hai scritto nella lettera, alla quale allegherai il tuo curriculum. La lettera di autocandidatura si invia spontaneamente ad un'organizzazione per autocandidarsi a ricoprire uno specifico ruolo professionale, la lettera di accompagnamento invece, viene utilizzata per accompagnare il curriculum in risposta ad un'offerta di lavoro (inserzioni ecc.). In entrambe i casi alla lettera va allegato il curriculum. Affrontare un colloquio di selezione non è semplice perchè sentimenti come paura, ansia, preoccupazione possono compromettere l'esito. Esistono però strategie che consentono di tenere sotto controllo questi sentimenti e di gestire il colloquio nel modo più efficace. |
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ORIENTARSI Ci sono momenti della vita uguali per tutti. Tutti siamo nati, tutti abbiamo vissuto il primo giorno di scuola e tutti, prima o poi, ci troviamo di fronte all'interrogativo: "che cosa farò da grande?". La scuola, la formazione professionale, l'università ed il lavoro non sono più luoghi separati, ma parti di un sistema nel quale dobbiamo imparare a muoverci cogliendo tutte le opportunità di sviluppo. Si dice che la fretta è una cattiva consigliera e forse anche per chi deve decidere quale strada intraprendere non è consigliabile avere fretta. Ciascuno nel tempo matura convinzioni ed idee sul proprio futuro, a volte in modo preciso e determinato, altre con qualche velo di incertezza, ma tutti, alla fine, siamo in grado di formulare un'ipotesi e consapevoli del fatto che la scuola, con poche eccezioni, non arriva atrasferire ai giovani competenze ed abilità professionali immediatamente spendibili sul mercato del lavoro. La formazione scolastica è ancorata ad un'ottica di preparazione generale, fornisce al più pre-requisiti. Da qui lo sviluppo della formazione professionale come momento di raccordo tra la scuola ed il mondo del lavoro. Il lavoro subordinato o dipendente è, ancora oggi, la forma prevalente di occupazione che le persone in cerca di lavoro possono incontrare, più del 70% degli occupati si colloca nell'area del lavoro dipendente e la ricerca del lavoro orienta molti giovani verso l'occupazione nel pubblico impiego, anche se in questo settore le cose stanno cambiando ed il miraggio del posto fisso, sicuro e tranquillo è stato messo in crisi da nuove norme e regole basate sui principi di efficienza e responsabilità. Una particolare forma di lavoro presso le Amministrazioni e le imprese pubbliche è rappresentata dai progetti per lavori socialmente utili. Questa forma di impiego ha due scopi principali: dare un sostegno economico a persone prive di occupazione, in particolare giovani, che possono così realizzare un'esperienza di lavoro e offrire un'occupazione temporanea a lavoratori espulsi dal mercato del lavoro a seguito di crisi aziendali (in mobilità o in cassa integrazione).Attualmente, la disciplina dei lavori socialmente utili è quella che risulta tra la combinazione di tre leggi: la legge n. 451 del 1994, la legge n. 608 del 1996 e la legge n. 196 del 1997. Il Piano
Straordinario per l'Occupazione Giovanile, agisce su due leve: |
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IL PRESTITO D'ONORE Tra i provvedimenti di incentivazione della nuova imprenditoria, va ricordato il "Prestito d'Onore", con cui lo Stato si impegna a prestare denaro senza richiedere garanzie personali, a fronte di un'idea imprenditoriale che possa avere uno sviluppo interessante. Si tratta di un intervento sperimentale mai realizzato in ambito territoriale e su un universo di utenti così ampio, che prevede, per chi supererà la selezione, fino a 30 milioni a fondo perduto, fino a 20 milioni di mutuo di tasso agevolato senza rilascio di garanzie personali, fino a 10 milioni a fondo perduto per le spese di gestione del primo anno di attività, nonchè formazione ed assistenza tecnica. |
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LIBRETTO DI LAVORO Per accedere al lavoro
occorre essere iscritti al collocamento e per poter essere assunti è
indispensabile il libretto di lavoro, documento che viene rilasciato dal
Comune di residenza. Per averlo è necessario presentarsi all'Ufficio Anagrafe muniti dei
seguenti documenti: |
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NEGLI USA UNA VACANZA
DI LAVORO PER STUDENTI TRA SITI INTERNET, VELA E COWBOY |
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APPRENDISTATO
Potrà accedere all'apprendistato
una platea di giovani più ampia di quella attuale; l'età massima viene portata a 24 anni
nelle aree del Centronord e a 26 anni in quelle del Mezzogiorno, ferme restando le
possibilità di ulteriore estensione decise dalla contrattazione collettiva
nell'artigianato. L'apprendistato potrà essere effettuato in tutte le imprese, anche in
quelle agricole, e potrà riguardare tutti i giovani indipendentemente dal titolo di
studio. L'apprendistato resterà uno speciale rapporto di lavoro ma verrà arricchita la
componente formativa, valorizzando quella in situazione lavoro e prevedendo momenti
specifici di formazione esterna e sarà possibile legare l'assunzione anche part-time di
giovani apprendisti all'uscita morbida di lavoratori anziani che passano al lavoro a tempo
parziale.
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DIVENTARE IMPRENDITORE L'attività imprenditoriale è sicuramente la forma principe di attività autonoma. Secondo l'articolo 2082 del Codice Civile, l'imprenditore è colui che "esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi", ma diventare imprenditori significa scommettere su se stessi, giocando un ruolo attivo nei confronti del lavoro e scegliendo di mettersi in proprio piuttosto che di lavorare alle dipendenze. Un'idea imprenditoriale può nascere da molte cose, anche da quelle che apparentemente sembrano totalmente fuori luogo, l'idea può nascere da un hobby o interessi coltivati nel tempo libero; dall'esperienza maturata come lavoratore dipendente, trasformando il rapporto di lavoro in collaborazione professionale; da un'invenzione, un prodotto originale che per le sue caratteristiche può interessare un certo numero di clienti. |
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SPORTELLI UTILI "Associazione
delle piccole e medie industrie della Sardegna" SINTERIM MANPOWER ADECCO IMPRENDITORIALITA'
GIOVANILE LEGA
REGIONALE DELLE COOPERATIVE/SPORTELLO "FARE IMPRESA" SOVVENZIONE
GLOBALE OASIS SERVIZIO
NUOVE IMPRESE e UNI - CGIL -
CENTRO INFORMAZIONI DISOCCUPATI COORDINAMENTO
GIOVANI CISL UIL GIOVANI
- CAGLIARI INFORMAGIOVANI
- PROVINCIA DI CAGLIARI INFORMAGIOVANI
- COMUNE DI IGLESIAS INFORMAGIOVANI
- COMUNE DI CARBONIA INFORMAZIONI
E SEGRETARIATO SOCIALE INFORMAGIOVANI
e SEGRETARIATO SOCIALE INFORMAGIOVANI
- COMUNE DI PORTOSCUSO INFORMAGIOVANI - COMUNE DI SANT'ANTIOCO CNA |