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L'Intervento
della Carlofortina FORTUNA NOVELLA
(Mamma MAHON)
Appena venuta a conoscenza che gli equipaggi di alcune navi militari
italiane si trovano in difficoltà si precipita al porto in
aiuto dei connazionali.
Lei, la sola italiana residente a Mahon cura i feriti, procura da
mangiare, trova le medicine, tiene i contatti con le famiglie in
Italia, corre in camposanto dove depone fiori sulla tomba dei 25
marinai sepolti. Interviene presso le autorità locali onde
evitare l'internamento e grazie alla sua azione, anche se le navi
vengono internate, agli equipaggi viene concesso di restare a bordo
e muoversi liberamente.

Port
Mahon -Settembre 1943-
Seppellimento dei caduti della corazzata "Roma"

Cerimonia
sulla tomba dei caduti
della corazzata "Roma"
Le
porte di casa Riudavetz-Novella e quelle di Villa Fortuna vengono
aperte ai 1800 marinai della formazione. Gli equipaggi delle navi
sono composti da marinai perlopiù giovanissimi che tanto
sentono la lontananza dell'Italia e della propria famiglia.

Le
navi Attilio Regolo, Carabiniere, Mitragliere e Fuciliere,
internate a Port Mahon
MAMMA
FORTUNA o MAMMA MAHON, così sarà chiamata quella piccola
Signora dagli occhi azzurri, fa loro da madre. Li nutre, li cura
e distribuisce loro consigli, affetto e anche gli abiti del defunto
marito.

Partita
di calcio tra due squadre di marinai internati
(1943-45)

Fortuna
Novella
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Quando
scendono a terra delle navi quei 1800 marinai sanno dove andare.
Le case della dolce Signora danno loro il sapore della vita
domestica e quel calore di italianità che li aiuta
a superare quei momenti difficili. |
Una
testimonianza per tutte, quella dell'ufficiale cagliaritano Enrico
Lay, che scrive sull'album di casa Novella:
<<A scuola mi hanno insegnato che
la fortuna è una donna cieca o bendata che ha la facoltà
di dare il bene o il male. A Mahon ho scoperto che Fortuna è
una donna dagli occhi buonissimi che parlano prima della bocca >>.
Trascorrono così 16 mesi, la partenza avviene il 15 gennaio
1945. I nostri giovani marinai salutano la loro benefattrice che
li abbraccia uno per uno. Ha le lacrime agli occhi. I suoi figlioli,
come ama chiamarli, piangono con lei.
Le navi si allontanano. Mamma Mahon agita le braccia con un fazzoletto
in segno di saluto. I marinai, migliaia di mani tese verso di lei,
fissano l'immagine di Fortuna Novella per imprimerla un'ultima volta
nella loro mente. Infine Mahon scompare alla loro vista.
Fortuna Novella non dimentica i morti della corazzata "Roma"
sepolti a Mahon. Cura che sulle croci venga sistemata una targhetta
col nome del defunto e non fa mancare preghiere e fiori.
Onore
ai caduti (1950)
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