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CAROLINA
DAMELE
Una carlofortina a Gaeta

Carolina
Damele nacque a Carloforte il 27 maggio 1883 da modesta famiglia: il
padre Nicola era carpentiere, la madre Antonia Panzalis esperta casalinga
e saggia educatrice.
Fin da giovinetta si distinse per la sua profonda fede, per la dedizione
agli altri per le molte rinunce pur di essere la servizio di Cristo
e del prossimo.
Un'amica,
Maria Finelli, così ce la descrive:
"Sempre
ubbidiente ai genitori e a tutti i familiari. Era buona con tutti: Amante
del raccoglimento, era sempre ritirata in casa, preferiva la compagnia
dei buoni e mai era possibile cogliere sul suo labbro una parola di
mormorazione: pensava bene di tutti. La sua occupazione era il lavoro
e la preghiera, dopo la Messa e la Comunione quotidiana.
Nel prossimo vedeva la persona di Gesù, perciò era piena
di carità verso le sue compagne che l'amavano sinceramente. Visitava
le amiche malate, aveva per tutti parole di conforto. Era amantissima
del culto liturgico, assidua alla congregazione delle Figlie di Maria
, partecipava a tutte le adunanze come segretaria della congregazione
manteneva tutto in ordine. Era ubbidiente fino allo scrupolo ai suoi
confessori…."
Già da questa eloquente presentazione si può dedurre quale
sarebbe stato in seguito lo stile di vita di questa donna.
Carolina lasciò definitivamente Carloforte nel 1925 quando in
occasione dell'anno giubilare si reco, ospite della sua ex maestra signora
Costa, a Roma e qui, nonostante i suoi 42 anni, tornò a bussare
il suo cuore la vocazione religiosa.
Morta la Costa fu ospitata nella casa religiosa delle Suore compassioniste
Serve di Maria ove svolse l'incarico di portinaia e di sorvegliante
dei bambini dell'asilo.
Sperava di essere ammessa alla vestizione e al noviziato ma a non far
concretare il suo sogno contribuirono l'età avanzata e la mancanza
di dote (aveva già rinunciato, a favore dei fratelli, alla sua
quota di eredità).
Da Roma passò a Teano per assistere Donna Colomba Storace.
Finito il suo compito a Teano, si stabilì a Gaeta ed è
in questa città, dove visse dal dicembre del 1927 al 25 marzo
1952 (data della sua morte) che svolse il suo apostolato assistendo
e confortando gli ammalati, adoperandosi per riportare sulla via del
bene le anime traviate, vivendo poveramente sull'esempio di San Francesco
d'Assisi, osservando scrupolosamente i doveri di terziaria francescana,
alla cui schiera apparteneva fin dal 1900, anno giubilare.
Riferisce
il Ricciardi nella biografia del 1955:
"Non
vi è quindi alcun dubbio che Carolina Damele
sia stata un'anima singolare, non comune, dotata di tutte le virtù
cristiane, esercitate alacremente e con quotidiana perseveranza fino
alla sua morte.
La risonanza di queste sue virtù tra i fedeli, le grazie e i
favori attribuiti alla sua intercessione, testimoniano che il Signore,
distributore della Grazia, senza la quale è impossibile l'esercizio
delle virtù cristiane, non vuole che il nome di Carolina Damele
sia dimenticato.
E' nostro dovere quindi perpetuarne la memoria, perché con la
sua vita silenziosa ed umile, tutta rinunzie e sacrifici, francescanamente
lieta nella missione assegnatale dalla Provvidenza, possa essere di
esempio e di incitamento a tante anime, specie di giovanette della sua
stessa condizione, e condurle - come già in vita - al Cuore Sacratissimo
di Gesù."
E
noi siamo certi che Gaeta ricorderà ancora quest'anima nobile
di Carloforte così come la ricordano i suoi concittadini che
nel 1988, in occasione della celebrazione del 250° della nascita
del loro paese, assecondando la proposta dell'allora Parroco, don Daniele
Agus, hanno voluto che le spoglie mortali della Damele ritornassero
a Carloforte dove, accolte con onore e venerazione, sono state tumulate
nella cappella del locale cimitero e così come la ricordano ancora
i suoi concittadini in questo 50° anniversario della Sua morte.
-Fonte:
P.A. Ricciardi - Profilo biografico di Carolina Damele - Gaeta 1955

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